Unioni civili un anno dopo: ripartire dall’aiuto a chi non è ancora visibile

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Il primo anniversario dall’approvazione delle unioni civili si presenta come un’occasione per riflettere sulla strada ancora da percorrere nel nostro Paese in tema di lotta alle discriminazioni. La nostra associazione è in costante contatto con un’ampia e variegata base associativa che in gran parte non ha ancora fatto coming out, è costretta a nascondersi a casa e sul lavoro e necessita di aiuto e sostegno in termini di ascolto e servizi. In Italia, almeno 2 milioni di persone non vivono ancora apertamente la propria identità sessuale.

In questo quadro, la legge sulle unioni civili è stata certamente una prima breccia, un primo riconoscimento di dignità alle persone Lgbti sul piano sociale. Resta tuttavia da affrontare un clima ancora in molte parti del Paese ostile ai temi della sessualità, della libertà individuale e della piena uguaglianza dei diritti. Anddos contribuirà con la propria azione di supporto e aiuto in questa lunga battaglia, forte del fatto che i temi della sessualità, della libertà individuale e della prevenzione delle Ist interessano l’intera popolazione e riguardano una parte di welfare sulla quale il nostro Paese continua in gran parte ad essere carente.