Unioni civili: cosa sono, per chi sono

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Il dibattito in corso sulla proposta di legge Cirinnà relativa alle unioni civili necessita di essere approfondito. Per fare chiarezza su notizie e informazioni spesso viziate da pregiudizi e ideologie, abbiamo elaborato una breve guida che si focalizza sui soggetti più interessati dal provvedimento e sui principali luoghi comuni.

 

Perché le unioni civili? chi ne ha bisogno?

 

COPPIE OMOSESSUALI

Permettono alle coppie dello stesso sesso, con e senza figli, di veder riconosciuti i seguenti diritti: assistenza sanitaria e carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nei contratti d’affitto, reversibilità della pensione, diritti successori. Resta esclusa l’adozione legittimante, che non è prevista dalla proposta di legge sulle unioni civili.

DIRITTI DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE

Consentono l’adozione del figlio o della figlia del partner, detta stepchild adoption. Questo tipo di adozione esiste in Italia dal 1983 (L. 184/1983, art. 44, adozione in casi particolari) e permette l’adozione delle figlie e dei figli del coniuge, avuti da una relazione precedente, con il consenso del genitore biologico, se l’adozione avviene nell’interesse del minore. La proposta di legge Cirinnà estende questo tipo di adozione anche alle coppie omosessuali, permettendo di riconoscere lo status genitoriale al o alla partner dei genitori biologici, riconoscendo quindi un dovere nei confronti del minore.

COPPIE DI FATTO ETEROSESSUALI

Riconoscono le convivenze di fatto, omo ed eterosessuali: il titolo secondo della proposta di legge Cirinnà garantisce i diritti di base dei conviventi: subentro nel contratto d’affitto, assistenza in ospedale, mantenimento dell’ex partner in difficoltà per un periodo temporaneo. La proposta di legge Cirinnà colma un vuoto legislativo evidenziato da anni dalle corti italiane ed europee e riconosce diritti umani fondamentali a chi ne è privo (oltre 3 milioni di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender – ISTAT 2011). Per questo, non può danneggiare in alcun modo la famiglia eterosessuale. Si tratta di una prima, parziale, risposta che dovrà diventare un punto di partenza per l’estensione del matrimonio civile a tutte le coppie e per nuove politiche di inclusione contro le discriminazioni.

 

Quali sono i miti più comuni da sfatare?

 

Le unioni civili minacciano il matrimonio tra uomo e donna e la “famiglia tradizionale” 

FALSO – Le unioni civili garantiscono dignità e diritti a chi ne è privo, senza imporre alcun modello di vita o di famiglia a nessuno. Sono una prima risposta parziale ad un vuoto normativo che arriva dopo la condanna della Corte di Strasburgo e dopo varie pronunce della Corte Costituzionale e della Cassazione, che hanno ribadito più volte la necessità di una legge per garantire il diritto alla vita familiare anche alle coppie dello stesso sesso. La vera parità si avrà con l’estensione del matrimonio civile e con nuove politiche che contrastino le discriminazioni nel mondo della scuola, dell’informazione e del lavoro.

Le unioni civili aprono la strada all’”utero in affitto”, una pratica di sfruttamento del corpo delle donne.

FALSO – La GPA (Gestazione Per Altri, vero nome dell’”utero in affitto”) è una tecnica di procreazione assistita che nulla ha a che vedere con la stepchild adoption e con le unioni civili. Nella GPA una donna viene fecondata artificialmente con un embrione biologicamente non suo e porta avanti la gravidanza per conto di altre persone. La pratica è vietata in Italia dalla legge 40 e non è oggetto della proposta Cirinnà. L’80% delle coppie che vi ricorrono è eterosessuale. Il tema della GPA è pertanto completamente distinto e separato dalle unioni civili. Esso riguarda la scelta che ciascuna donna compie sul proprio corpo e necessita di una regolamentazione sul piano internazionale per evitare ogni forma di sfruttamento. La stepchild adoption, invece, riguarda diritti di bambini e bambine già esistenti, che i tribunali italiani hanno già riconosciuto in diverse occasioni.

La legge Cirinnà è un problema secondario, che riguarda solo “i gay”.

FALSO – Decine di migliaia di coppie, in Italia, rischiano oggi di non accedere a reversibilità e diritti successori dopo aver pagato regolarmente i contributi. La legge Cirinnà è un primo, parziale, riconoscimento del diritto alla vita familiare, universalmente riconosciuto come diritto umano fondamentale. Un Paese che rispetta le differenze garantendo a tutte e tutti gli stessi diritti è un Paese più democratico e libero. Inoltre, la legge Cirinnà, al titolo secondo, si rivolge anche a centinaia di migliaia di coppie eterosessuali, riconoscendo i diritti di base delle convivenze di fatto. Si tratta del primo riconoscimento dei diritti della coppia (etero e omosessuale) al di fuori del matrimonio, che sancirebbe di fatto un avanzamento pluralista e inclusivo del diritto di famiglia.

A cura di Rosario Coco e Alessandro Paesano

Scarica il volantino

 

TESTO DELLA LEGGE

A seguire alcuni link utili per approfondire

Affido, adozione, stepchild e coppie omosessuali: facciamo chiarezza

“Utero in affitto”? smontiamo una polemica che non c’entra nulla con le unioni civili

Unioni civili, l’appello di oltre 500 magistrati, avvocati giuristi. 

L’”Ussaro in affitto”, storia di Rossella e delle sue due mamme

Unioni civili: ecco perchè la stepchild adoption

Adozioni e figli alle “coppie gay”: affrontiamo le perplessità

 

Altri documenti: 

Comunicato Ordine Nazionale degli Psicologi su omogenitorialità

L’omosessualità non si cura – Lettera dei 9 ex promotori mondiali delle terapie riparative