Unioni Civili, Milano scende in piazza, associazioni incontrano Renzi, M5S sprona al voto,

Schermata 2016-02-21 alle 20.18.59E’ stata una domenica particolare con nuovi sviluppi importanti sul dibattito relativo alle Unioni Civili. Sul fronte procedurale c’è la notizia, ormai ufficiale della decisione di Grasso di dichiarare inammissibili tutti gli emendamenti “canguro”, compresi gli emendamenti “trappola” della Lega, in modo da ridurre in questo modo a circa 500 le proposte emendative. La mossa di Grasso potrebbe agevolare la discussione in aula sul terreno della maggioranza trasversale. All’assemblea del Partito democratico, questa mattina, Renzi ha dichiarato che il PD si trova di fronte ad un bivio: proseguire con un rischioso dibattito d’aula o ripiegare su un accordo di Governo (inevitabilmente al ribasso) ponendo la fiducia con un maxiemendamento. Una delegazione delle associazioni LGBTI è stata successivamente ricevuta dal Presidente del Consiglio, il quale avrebbe ribadito la volontà di portare a casa l’impianto della legge.

Alla domanda di Renzi sul cosa fare nel caso fallisse la strada del dibattito parlamentare le associazioni hanno risposto: “questo è un problema vostro, la nostra linea non cambia: la stepchild adoption è il cuore della legge”.

Questo messaggio è stato ribadito con forza dalla manifestazione di Milano, in cui associazioni e società civile hanno riempito oltre ogni previsione  Piazza Duomo(foto) con lo slogan “Tempo Scaduto”

Le associazioni, tra cui anche Anddos, hanno espresso indignazione rispetto all’eventualità di una legge votata all’interno del Governo, eventualità che comporterebbe fare i conti con chi fino ad ora ha denigrato e insultato le persone LGBTI.

Intano, in risposta all’intervento di Renzi in assemblea, è arrivata l’importante apertura di Luigi Di Maio, che ha dichiarato la disponibilità del M5S a votare subito gli emendamenti e ha chiudere la legge entro venerdì. Anche per questo, le associazioni hanno ribadito nella nota diffusa al termine dell’incontro, che è necessario non cercare alibi e proseguire con la strada del confronto fra tutte le forze politiche che sin dall’inizio hanno sostenuto questa proposta di legge.

Si annuncia quindi un nuovo presidio per mercoledì 24 alle ore 16:00 per la ripresa dei lavori in Senato e rimane confermata invece la data del 5 marzo per una grande manifestazione a Roma.

La redazione

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