Si chiude il 2016, Anddos supera quota 200.000 soci

schermata-2016-12-23-alle-14-51-19E’ stato un anno molto positivo per Anddos, un anno che si chiude con il superamento di quota 200.000 soci e socie, un fatto che ci riempie di orgoglio e ci carica di grandi responsabilità verso la nostra base associativa. Quest’anno, infatti, abbiamo potenziato i servizi di aiuto e assistenza gratuita medica, psicologica e legale, il Numero Verde dei Centri Ascolto e Antiviolenza Anddos 800864630 e il portale di assistenza diretta One Question, uno strumento online in cui è possibile informarsi e fare qualsiasi domanda in forma anonima su sessualità, salute e diritti. Sul piano della prevenzione, Anddos ha distribuito anche quest’anno un milione di profilattici ed è stata in prima linea nella collaborazione con le strutture ospedaliere e le altre associazioni per la somministrazione di oltre 4000 test salivari nei propri circoli per la diagnosi di HIV e Sifilide. 

Il 2016, inoltre, è stato l’anno in cui, dopo 30 anni di lotte, sono arrivate le unioni civili, provvedimento che, seppure parziale e di compromesso, è un risultato storico del movimento. Anddos ha sostenuto in maniera importante le mobilitazioni della scorsa primavera ed è ora intenzionata a lavorare sui temi dell’informazione sessuale e della prevenzione delle discriminazioni nelle scuole e nelle famiglie, questioni fondamentali per dare corpo e sostanza i diritti appena conquistati e sollevare un’importante emergenza socio-sanitaria che riguarda in modo particolare le giovani generazioni.

A questo proposito, nel 2017 ci impegneremo con forza nella campagna Parlami d’Amore, che stiamo costruendo insieme alla rete di Educare alle Differenze, ci attiveremo per potenziare sempre di più i nostri servizi e raggiungere così ogni territorio e provincia, tenendo presente che occorre discutere di una strategia per portare avanti la complessità delle nostre rivendicazioni, dai diritti delle famiglie arcobaleno, all’equiparazione di omofobia e razzismo, sino all’estensione del matrimonio civile. Questo percorso dovrà necessariamente includere e coinvolgere non solo le associazioni LGBTI ma tutte le altre realtà laiche della società civile, abbracciando le altre battaglie cruciali sui diritti civili.

Il nostro augurio di buone feste ai nostri soci e socie e a tutte le persone che si battono contro le discriminazioni vuole infatti essere questo, l’augurio di riuscire ad immaginare un Paese in cui, in ogni comune e in ogni borgo, le discriminazioni, il sessismo e l’omo-transfobia possano essere solo un ricordo e nessuna famiglia possa più trovarsi divisa per questi motivi durante i tradizionali giorni di ritrovo e di festeggiamento. Noi ci crediamo e non ci fermiamo.

Mario Marco Canale,

Presidente Nazionale Anddos