Iene? Tutta colpa di Anddos, anche la bomba di Hiroshima

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Secondo le Iene sono stati i circoli Anddos a sganciare la prima atomica su Hiroshima 72 anni fa.

Ancora un’altra puntata de Le Iene, probabilmente in onda domani sera. Ne potremmo quasi essere lusingati, se non fosse una situazione così difficile da gestire nei confronti della comune opinione pubblica, a discapito delle libertà individuali. Molti dei nostri detrattori direbbero “tanti nemici tanto onore”. Siamo cresciuti in fretta, siamo diventati grandi e questo non poteva che scatenare rivalse, sgambetti, strumentalizzazioni.

Questa volta l’ormai “amico” Filippo Roma ci propone una grottesca ricostruzione di un fatto, increscioso se fosse davvero dimostrato, che contiene tutti gli elementi che appassionano tanto gli spettatori delle telenovelas: ragazzo con lievi ritardi mentali stuprato in un circolo Anddos. Anzi no, quasi stuprato. Anzi no, spinto in un camerino. Anzi no, spinto verso un camerino, come scrive lo stesso ragazzo sul Facebook del circolo. Insomma che caspita è successo? Questo aspetto non sembra preoccupare particolarmente la famiglia, che non porta il figlio in ospedale, non lo sottopone a nessun supporto psicoterapeutico e tanto meno sporge denuncia. Anzi.

A distanza di 25 giorni dal fatto, ieri si risveglia, assale telefonicamente il presidente del circolo, scansa in slalom la disponibilità dello stesso ad andare in fondo alla questione e manda un fax. A chi? Alla televisione! Quale genitore che cova il terribile sospetto che al figlio sia stata imposta una qualsiasi forma di coercizione fisica e/o psichica trova la fantasia di voler andare a Le iene, trasmissione di intrattenimento?

Non paghi della diffamazione, che vogliamo pensare frutto delle psicosi che certe incaute trasmissioni ingenerano, e non frutto di una vera e propria macchinazione, puntano il dito verso il circolo affiliato Anddos anche per il fatto di aver tesserato il figlio disabile. E qui il paradosso si fa grottesco. Non apprezzano affatto lo spirito inclusivo e non discriminatorio nei confronti del ragazzo. Il quale sembra gradire molto l’ambiente, tanto da scrivere oggi all’una un nuovo messaggio sulla pagina facebook del circolo, momentaneamente chiuso, chiedendo quando sia prevista la sua riapertura.

AnddosieneDel post abbiamo prontamente informato Filippo Roma che, in barba all’evidenza di una situazione colma di isterismi da lui stesso stimolati, decide di andare lo stesso avanti con il suo personale processo. Continua sul filo dell’equivoco, confondendo l’associazione nazionale Anddos con i circoli e chiede di sentire il presidente Canale. A quel punto gli suggeriamo di intervistare il legale dell’associazione, perché sicuramente più titolato ad affrontare la questione, ma Roma rifiuta decidendo di processare tutti in contumacia.

Tra i commenti dei giorni scorsi dei vari Giovanardi, Adinolfi e quant’altri già in campagna elettorale, abbiamo trovato anche l’accusa di epidemia colposa. Il passo ormai è brevissimo verso la scoperta che la bomba a piazza Fontana l’abbiamo messa noi, che il mostro di Firenze in realtà era il socio più veterano dei circoli, chel’Aids l’abbiamo portato noi in Italia. E, come direbbe Centinaio della Lega, è nostra la campagna di reclutamento per creare un esercito rivoluzionario a convincere frotte di ragazzi a diventare gay e lesbiche andando nelle scuole per prendere il potere sul pianeta Eteroterra.

Anddos si rifiuta di raccogliere altre polemiche, infamie e veri e propri stupri mediatici. I circoli esistono da trenta anni e casualmente solo oggi ci si accorge di chissà quali gironi danteschi. Noi stiamo proseguendo un cammino nel sociale, di diritti, estensione dei diritti e delle libertà individuali. Chi ci ama ci segua.

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