Educazione sessuale e bullismo: per la RAI se ne deve parlare in fascia protetta

Schermata 2016-02-01 alle 17.42.57Siamo in profondo dissenso con la decisione della RAI di posticipare in seconda serata un documentario di grandissima importanza come quello andato in onda ieri sera a Presa Diretta, intitolato “Il tabù del sesso”. Al conduttore Iacona è stato infatti richiesto di spostare di un’ora la parte della trasmissione dedicata al bullismo, agli abusi virtuali e all’educazione sessuale. Anddos si occupa ogni giorno di discriminazioni da orientamento sessuale è può testimoniare direttamente quanto la disinformazione e l’ipocrisia in tema di sessualità sia alla base nel nostro Paese di sofferenze, discriminazioni e violenze di ogni genere.

Purtroppo, non possiamo fare a meno di notare che nonostante in prima serata i minori possano sostanzialmente vedere qualsiasi cosa in televisione, quando si parla di sessualità e si spiega loro in buona sostanza cos’è il proprio corpo e come difendersi dagli abusi e dalle infezioni sessualmente trasmissibili si materializza improvvisamente un ingombrante retaggio moralista che ci vede ormai soli nell’Europa occidentale. Nell’epoca di internet, delle chat e del cyberbullismo, purtroppo c’è ancora chi si ostina a credere che di sessualità bisogna parlarne (o non parlarne) solamente in casa, senza considerare gli impietosi dati ISTAT, secondo i quali oltre la metà degli adolescenti italiani subisce ogni genere di bullismo, e ignorando il fatto che la maggioranza delle violenze sui minori e sulle donne avviene proprio tra le mura domestiche. Ogni forma di censura verso chi informa su questi temi, quindi, ci sembra un atto molto grave e irresponsabile, che mette in discussione la salute e il benessere delle giovani generazioni, ignorando la profonda evoluzione della società dei nostri giorni.

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale Anddos

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