Radio Maria, Anddos: “Nessuno chiede scusa alle persone LGBTI”

La frase pronunciata ai microfoni di Radio Maria, secondo la quale il terremoto sarebbe un castigo divino per le unioni civili, ha suscitato  imbarazzo e dissenso da parte del Vaticano. In molti, tra vescovi e cardinali, si sono precipitati a sconfessare l’idea del Dio vendicativo e a chiedere scusa ai terremotati. Nessuno, tuttavia, ha voluto affrontare il punto nodale della questione, chiedendo scusa anche alle persone LGBTI.

Vogliamo spiegare al Vaticano e a tutti i cardinali che qui non si tratta solo di sottolineare con la penna rossa l’errore teologico del prelato che paventa l’idea di un dio castigatore, bensì di capire quanto odio possa armare una frase del genere detta ai microfoni dell’emittente più ascoltata in Italia. Ci siamo stretti e continueremo a stringerci intorno alle popolazioni colpite: oggi il nostro pensiero va tuttavia a tutte le persone gay, lesbiche, bisex, transgender e intersex che vivono in quell’area, tra le quali ci sono anche migliaia di nostri associati e associate, e che devono sentire sulla propria pelle un simile carico d’odio e stigmatizzazione oltre alle sofferenze dovute al sisma.

Nel nostro Paese, purtroppo,  manca ancora una seria legge che equipari l’omofobia al razzismo, un vuoto normativo che alimenta in maniera determinante comportamenti come questi. Con le unioni civili abbiamo solo fatto un piccolo passo. Un Paese davvero civile, condanna con fermezza simili esternazioni d’odio, anche sul piano giuridico. Questo sarà uno dei prossimi obiettivi della nostra azione politica.

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale Anddos