Omosessualità a scuola: tra bavagli e domande shock a Cecina

10338850_1176731029005906_4176407913982063300_nLo scorso venerdì, in un liceo di Cecina (Livorno) è stato invitato a presentare il suo libro “Tutta un’altra Storia” Giovanni Dall’Orto, storico e attivista del movimento. Per tutta risposta, alcuni studenti vicini alla Lega si sono presentati in aula imbavagliati, lamentando l’assenza del proverbiale “contraddittorio”. Il libro di Dall’Orto, un testo di storia che racconta l’omosessualità nei secoli avvalendosi di un lungo lavoro sulle fonti e di un autorevole bibliografia, si sta rivelando un punto di riferimento per lo studio di questi argomenti ad ogni livello. Come ha commentato lo stesso Dall’Orto  sul suo profilo Facebook “è notorio che da 3000 anni gli omosessualisti imbavagliano gli eterosessualisti. E magari li bruciano al rogo. A parte la contestazione (legata a beghe partitiche molto locali), sala traboccante, pubblico attento, livello delle domande elevato (simpaticissime due studentesse di famiglia mussulmana): l’Italia è migliore di quanto non affermino i politici. Comunque, va riconosciuto che non hanno fatto ricorso ad atti di squadrismo. È già un passo avanti”

Uno dei momenti più interessanti è stato l’intervento di un professore di filosofia, il quale ha sfoderato la classica argomentazione da bar, quella che da un docente, per di più 000757835-4f7791c5-9af6-4d56-bf19-b8448fe11a38di filosofia, non ti aspetteresti proprio, dicendo che se tutti “si comportassero” come gli omosessuali la specie si estinguerebbe. Anche qui Dall’Orto ha riportato su Facebook la sua replica:

“Ho dato la risposta che viene data fin dal Cinquecento a questo argomento: lo farebbe anche se tutti si comportassero come i preti. La sala è scoppiata a ridere e il mio interlocutore
è sembrato spiazzato, ma la ma non era una battuta, era un corollario logico alla sua affermazione.  San Tommaso d’Aquino, nel suo elegantissimo sillogizzare sul fatto che qualsiasi scelta sessuale che non sia finalizzata alla procreazione è contro ragione e contro natura, premette al suo ragionamento un: “ad eccezione dei casi che l’ortodossia cattolica giudica legittime eccezioni, come il celibato ecclesiastico”, cadendo così in un ragionamento circolare: il dogma cattolico è vero perché si accorda con la retta ragione naturale, ma ciò che sia la retta ragione naturale lo definisce il dogma cattolico. Tommaso era un domenicano, i domenicani gestivano l’inquisizione, e poteva permettersi di chiudere il dibattito con chi rilevasse le sue fallacie logiche con un bel rogo. Ma già Lutero fece a pezzetti questo ragionamento, sostenendo, e con maggiore coerenza di Tommaso, che il celibato ecclesiastico è contro natura, e proprio per le ragioni invocate da Tommaso: perché ostacola la ragione naturale per cui Dio ha creato il sesso. Ora, come può un professore di filosofia ignorare tutto ciò? Quale censura delle proprie conoscenze ha dovuto operare per forzarle ai suoi pregiudizi ideologici? E come è concepibile, tutto ciò?”

Un altro episodio, quello di Cecina, in cui emerge chiaramente la battaglia del futuro, quella che interessa la scuola e la cultura.

La redazione

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