Omofobia sociale e interiorizzata ai tempi del ddl Cirinnà: uno studio sul parlamento?

mont_cameradeideputUn’ipotesi di ricerca verosimile sui fenomeni di omofobia che attraversano il nostro Parlamento in queste settimane di discussione sulla legge Cirinnà*

Scopo dell’articolo* è quello di dimostrare quanto, anche all’interno delle stanze della Politica, nessuno sia immune a due dinamiche: l’Omofobia Sociale e l’Omofobia Interiorizzata (di cui possono essere vittime anche le persone LGBTI). L’articolo vuole pertanto invitare esplicitamente alcuni parlamentari Italiani alla partecipazione e prosecuzione dell’indagine di ricerca qui presentata, per favorire una più diffusa autoconsapevolezza, foriera di benessere.

Introduzione

Omofobia Sociale e Omofobia interiorizzata

Nei fatidici giorni della discussione della proposta di legge Cirinnà non possiamo esimerci da alcune fondanti riflessioni basate su studi scientifici più che ventennali sul tema dell’omofobia sociale ed interiorizzata.
La società in cui le persone omosessuali vivono è ancora oggi fortemente omofobica, eterosessista ed eteronormata: siamo cioè cresciuti in una realtà fatta da maschi, i quali si sono costruiti un preciso ruolo, stabilendo rigidamente le differenze di genere. Tale costruzione sociale ha influenzato e continua ad influenzare gli atteggiamenti ed i comportamenti di tutti, quindi anche delle persone omosessuali, interferendo col loro sviluppo e benessere.

A causa dell’Omofobia Sociale e della cultura eterosessista, fin dalla costruzione del sé, della propria identità e nel percorso di scoperta del proprio orientamento sessuale, le persone omosessuali sperimentano dolore, sofferenza, sensazioni di estraneità, di diversità che spesso provocano un disagio psicofisico che può comprendere sintomi in una gamma continua he può andare dall’isolamento a comportamenti autolesivi, fino al caso estremo del suicidio. L’Omofobia Sociale è quotidianamente presente e rinforzata a tutti i livelli della nostra società (governo, media, scuola, istituzioni religiose, famiglia, ecc.) e spesso, attraverso il canale linguistico, trova espressioni violente che ne connotano e rinforzano l’esistenza (frocio, culattone, ricchione, checca, gay o lesbica – usati in senso dispregiativo- ecc.) e che come lame taglienti lacerano gli animi delle persone verso cui sono rivolte.

Tutto ciò spesso si traduce, per le persone omosessuali, in un’interiorizzazione negativa di questi messaggi con conseguente emersione di un forte disagio interiore. Molti studi e ricerche scientifiche hanno ben evidenziato che ogni forma di discriminazione, di pregiudizio, di stigmatizzazione nei confronti dell’omosessuale può creare un ambiente ed una dimensione vissuta come “stressante”; chi ne è vittima può tendere a far propri e ad “accettare” inconsapevolmente i messaggi negativi ricevuti nell’ambiente di appartenenza. Tale fenomeno, conosciuto anche come minority stress, è spesso legato all’appartenenza ad una “minoranza”: nel caso di “minoranze” per orientamento sessuale, l’intrinseca invisibilità o il volontario nascondimento della propria identità rendono la persona ulteriormente vulnerabile.

La ricerca scientifica ha pertanto introdotto il concetto di Omofobia Interiorizzata per definire il generale atteggiamento negativo delle persone omosessuali nei confronti del proprio orientamento sessuale. L’omofobia interiorizzata è spesso inconsapevole e determina un atteggiamento di chiusura, di stigma e di discriminazione autodiretta ed eterodiretta da parte della persona omosessuale stessa. Quando è autodiretta, si manifesta come scarsa accettazione e stima di sé, senso di inadeguatezza, vergogna, sensazione di essere sbagliati, odio per se stessi. Eterodiretta, fa proprio il linguaggio della discriminazione e della stigmatizzazione tendendo a “normalizzarlo”, ovverosia a considerarlo “giusto”: in quest’ottica, l’altro omosessuale “merita” di essere offeso, maltrattato, o di sentirsi sbagliato.

Campione e Strumenti

Schermata 2016-02-09 alle 16.23.31Ai fini della ricerca stiamo monitorando comportamenti, atteggiamenti e dichiarazioni dei Nostri parlamentari e non solo. I partecipanti alla ricerca, il cui dato numerico non è ancora quantificabile, è composto da Politici e/o Parlamentari Italiani.
Gli strumenti utilizzati per le “misurazioni” di ricerca sono la scala Italiana per l’Omofobia e la Scala Italiana per l’Omofobia Interiorizzata di Montano et al. (2001; 2003; 2004)
Ecco alcune affermazioni tratte dalla Scala Italiana per l’Omofobia. (Montano et al; 2001)

• Ho paura che i rapporti omosessuali siano una minaccia per la società in quanto contribuiscono alla diminuzione delle nascite
• Cambierei opinione e sentimenti verso un amico se venissi a scoprire che è omosessuale
• I gay e le lesbiche non dovrebbero rivelare ai loro genitori la propria omosessualità, per non farli soffrire troppo
• Il comportamento omosessuale non costituisce un buon esempio per i bambini
• Un buon calciatore non può essere gay
• La cultura omosessuale (libri, film, televisione, ecc.) può essere pericolosa perché può provocare un aumento dei casi di omosessualità
• Se i gay e le lesbiche vogliono avere gli stessi diritti degli eterosessuali devono rinunciare alla loro omosessualità
• Se scoprissi che il mio superiore è omosessuale, avrei paura delle richieste e/o delle pressioni sessuali che potrebbe farmi
• Mi procurerebbe disagio ospitare in casa per la notte una coppia omosessuale
Ecco alcune affermazioni tratte dalla Scala Italiana per l’Omofobia Interiorizzata (Montano et al., 2003, 2004)
• Provo sensi di colpa dopo avere fatto atti omosessuali
• Ho paura di essere giudicato negativamente dagli altri a causa della mia omosessualità
• Mi infastidiscono i gay e le lesbiche che mostrano in pubblico la loro omosessualità
• L’unica forma di famiglia accettabile è quella composta da padre, madre e figli
• Se i miei genitori mi avessero mandato in tempo dallo psicologo per curarmi, ora sarei probabilmente eterosessuale
• A volte vorrei essere eterosessuale
• A volte dico a me stesso che devo smettere di provare attrazione erotica per le persone del mio sesso
• Gay e lesbiche non dovrebbero fare i genitori
• Mi preoccupa che alcune persone possano scoprire la mia omosessualità
• Mi sentirei a disagio a essere visto/a in un locale per omosessuali

Ricerca e primi dati


I dati in nostro possesso sull’Omofobia Sociale e sull’Omofobia Interiorizzata e sulla presenza di essa nel Nostro Parlamento Italiano sono a tutt’oggi ancora in fase di elaborazione, dato che da quando è iniziata la discussione in Senato sulla proposta Cirinnà stiamo assistendo ad un’impennata di stereotipi, pregiudizi, stigmatizzazioni, linguaggio violento che sta significativamente modificando i dati in nostro possesso. Da una prima lettura ed analisi di alcuni dei dati possiamo certamente ipotizzare ed assumere che per quanto riguarda i costrutti dell’Omofobia Sociale e dell’Omofobia Interiorizzata:
Omofobi non si nasce ma lo si diventa attraverso l’educazione, i messaggi, diretti e indiretti, che la famiglia, la politica, la Chiesa e i media, ci trasmettono (presumibili elevate percentuali di presenza di persone omofobe nel Nostro Parlamento)
Paura del “diverso”: è spesso collegata a vissuti e a profonde insicurezze dal punto di vista personale (presumibili elevate percentuali di presenza di persone che hanno paura del diverso nel Nostro Parlamento)
Autocostruzione della mascolinità: costrutto fortemente collegato all’odio verso gli omosessuali. Gli studi hanno evidenziato una maggior tolleranza da parte delle donne ed una maggiore ostilità da parte degli uomini nei confronti dei gay in quanto nella costituzione del proprio ruolo maschile “tradizionale” uno degli elementi più importanti è la paura di essere omosessuale (presumibili elevate percentuali di presenza di “maschi tradizionali” nel Nostro Parlamento)
Uso di linguaggio violento tipico dell’interiorizzazione dell’omofobia: si citeranno alcune delle “autorevoli” frasi sul tema da parte di alcuni esponenti politici del Nostro Parlamento come ad es. “crisi isteriche gravi su gay, lesbiche, bi-transessuali e checche varie (sic)”; “essere gay è un comportamento «molto diverso dalla norma iscritta in un codice genetico, morfologico, endocrinologico e caratteriologico» (sic)” (presumibili elevate percentuali di presenza di omofobia Interiorizzata nel Nostro Parlamento)

Conclusioni

10512-l-omofobia-interiorizzataI risultati della nostra ricerca, che sono certamente parziali e che necessitano di una più ampia collaborazione da parte delle nostre forze politiche, hanno evidenziato certamente la presenza di un atteggiamento omofobico (sia di tipo sociale che interiorizzato) tanto all’interno quanto all’esterno delle aule della politica. Al fine di poter meglio completare le nostre analisi dei dati invitiamo i nostri Politici a leggere attentamente alcune delle affermazioni proposte negli strumenti delle Scale su presentate. Siamo certi che molti dei soggetti del “nostro campione” si riconosceranno in alcune di queste affermazioni.

Riteniamo infatti che alla base di una così importante discussione sui Diritti degli essere umani (dei minori in primis e degli adulti che se ne prendono amorevolmente cura – come ogni genitore nello svolgimento della propria funzione genitoriale) sia fondamentale e non possa prescindere un percorso personale di consapevolezza dei propri livelli di omofobia (sociale e/o interiorizzata) da parte di tutte le Forze Politiche che oggi discutono sulla possibilità di riconoscere l’identità e l’appartenenza di persone/cittadini al Nostro Paese. È solo attraverso questo percorso di coscientizzazione che i nostri governanti potranno distinguere ciò che ha a che vedere con un problema della propria sfera personale (l’omofobia) da ciò che è invece il benessere delle Persone (l’amore ed il riconoscimento della sua dignità).
Affinché questo accada, è necessario un presupposto squisitamente morale, che è quello della buona fede. Buona fede significa mettersi in discussione ed accettare il fatto di star recitando una parte, indossando una maschera, che può essere quella del “maschio italiano” come quella della “madre modello”. Bisogna innanzitutto rendersi conto che tali ruoli sono preconfezionati e che mal si adattano all’enorme ricchezza della vita affettiva e dell’universo relazionale cui possiamo dar forma. Tutte le battaglie per l’affermazione dei diritti civili non sono state altro che battaglie contro le suddette maschere, i ruoli, gli stereotipi: è chiaro che il percorso per la loro ridiscussione e decostruzione è ancora in fieri e noi sappiamo da che parte schierarci.

Dott. Danilo Musso,

Psicologo Psicoterapeuta, Docente università di Urbino,

Responsabile Centro Antiviolenza Anddos di Ancona

* L’autore rende noto che la ricerca presentata non è reale ma è, come specificato, un’ipotesi verosimile finalizzata ad aprire una riflessione sul tema delle diverse sfaccettature dell’omofobia. Si specifica altresì che, l’introduzione, gli strumenti e la bibliografia presentata sono reali e riferibili alla letteratura scientifica nazionale e internazionale. 

Bibliografia

Badgett, M. V. L., Nezhad, S., Waaldijk, K., & Rodgers, Y. V. D. M. (2014). The Relationship between LGBT Inclusion and Economic Development : An Analysis of Emerging Economies, (November), 1–66. Retrieved from http://williamsinstitute.law.ucla.edu/wp-content/uploads/lgbt-inclusion-and-development-november-2014.pdf
Baiocco, R., Argalia, M., & Laghi, F. (2012). The Desire to Marry and Attitudes Toward Same-Sex Family Legalization in a Sample of Italian Lesbians and Gay Men. Journal of Family Issues, 35(2), 181–200. http://doi.org/10.1177/0192513X12464872
Baiocco, R., Ioverno, S., Cerutti, R., Santamaria, F., Fontanesi, L., Lingiardi, V., … Laghi, F. (2014). Suicidal ideation in Spanish and Italian lesbian and gay young adults: the role of internalized sexual stigma. Psicothema, 26(4), 490–496. http://doi.org/10.7334/psicothema2014.1
Bodnar, A., Gliszczyńska-Grabias, A., Sękowska-Kozłowska, K., & Śledzińska-Simon, A. (2010). Legal Study on Homophobia and Discrimination on Grounds of Sexual Orientation and Gender Identity (Slovenia). European Agency for Fundamental Rights, (March), 109. Retrieved from http://fra.europa.eu/en
Doebler, S. (2015). Relationships between religion and two forms of homonegativity in Europe-a multilevel analysis of effects of believing, belonging and religious practice. PLoS ONE, 10(8), 1–27. http://doi.org/10.1371/journal.pone.0133538
Pacilli, M. G., Taurino, A., Jost, J. T., & van der Toorn, J. (2011). System Justification, Right-Wing Conservatism, and Internalized Homophobia: Gay and Lesbian Attitudes toward Same-Sex Parenting in Italy. Sex Roles, 65(7), 580–595. http://doi.org/10.1007/s11199-011-9969-5
Takács, J. (2006). Social exclusion of young lesbian, gay, bisexual and transgender (LGBT ) people in Europe, 106.
(Bodnar, Gliszczyńska-Grabias, Sękowska-Kozłowska, & Śledzińska-Simon, 2010; Doebler, 2015; Pacilli, Taurino, Jost, & van der Toorn, 2011; Takács, 2006)
(Baiocco, Argalia, & Laghi, 2012)(Baiocco et al., 2014)(Badgett, Nezhad, Waaldijk, & Rodgers, 2014; Takács, 2006)
Herek, G. M., Cogan, J. C., Gillis, J. R., & Glunt, E. K. (1998). Correlates of internalized homophobia in a community sample of lesbians and gay men. Journal of the Gay and Lesbian Medical Association, 2, 17-25
Lingiardi, V. (2007). Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale. Milano: Il Saggiatore.
Lingiardi, V., Falanga, S., & D’Augelli, A. R. (2005). The evaluation of homophobia in an italian sample. Archives of Sexual Behavior, vol. 34(1), 81- 93.
Lingiardi, V., Nardelli, N., Baiocco, R., & Rollè, L.. Traumatic experience, dissociation and internalized sexual stigma in lesbians and gays. Submitted.
Montano, A. (2007). L’omofobia interiorizzata come problema centrale del processo di formazione dell’identità omosessuale. Rivista di sessuologia, 31(1).
Montano A., Flebus G.B., Valerii B., Zaninotto S., Pizzi E.. Assessment con pazienti omosessuali: la Scala Italiana per l’Omofobia Interiorizzata nei Gay. Relazione presentata in simposio al XII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva (AIAMC). Pescara, 2-5 Ottobre 2003
Montano A., Flebus G.B., Pizzi E., Valerii B., Zaninotto S.. (SIO) La Scala Italiana della omofobia. Relazione presentata in simposio al XI Congresso Nazionale AIAMC. Palermo, 3-6 Ottobre 2001.