Omofobia a Milano, lo Stato fermi le aggressioni

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Nella notte tra sabato e domenica scorsa, tre ragazzi gay sono stati assaliti da otto uomini fuori da una discoteca milanese. Solo uno dei tre ne è uscito illeso, riuscendo a chiudersi in una macchina e assistendo inerme al brutale pestaggio dei suoi amici.

“Gli episodi di violenza contro persone per il loro orientamento sessuale non sembra arrestarsi – ha dichiarato Marco Mario Canale, presidente Anddos, la più grande associazione Lgbti in Italia – eppure la legge contro l’omo-transfobia non è certo al primo punto dell’agenda politica.”

“Come è possibile concepire sul piano legislativo le unioni civili – ha continuato Canale – senza parimenti tenere conto della tutela delle persone – e sottolineo persone – con un orientamento sessuale diverso da quello previsto da Santa Romana Chiesa?“

“Se la società non è pronta al rispetto del prossimo e delle libertà individuali è compito delle Istituzioni cominciare dalle scuole – ha concluso il presidente Anddos – educando le nuove generazioni a maggiore civiltà, umanità e rispetto delle leggi. Perché l’aggressione omofoba, aggravata da armi improprie, come una bottiglia in questo caso, è e resta un reato gravissimo.”

“L’Italia resta un Paese in credibilmente arretrato rispetto al mondo democratico e al resto d’Europa, in cui l’omofobia è punita alla stregua del razzismo – aggiunge Massimo Florio, vice presidente dell’Associazione. Una buona legge contro simili reati si rende necessaria per gettare le basi del cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno.”