Omo-transfobia, Anddos: la maggioranza delle persone lgbti vive ancora nascosta, serve azione culturale

omofobia anddosOggi ricorre la 10° Giornata Internazionale contro l’omotransfobia, istituita dal Parlamento Europeo nel 2007 per ricordare la decisione dell’l’Organizzazione Mondiale della Sanità del 1990, quando si stabilì che l’omosessualità andava definitivamente depennata dall’elenco delle patologie psichiatriche.

Ancora nel 2017, purtroppo, l’Italia è insieme alla Lituania il Paese in cui la discriminazione verso le persone Lgbti è maggiormente diffusa nel linguaggio della politica. Secondo il sondaggio della FRA (Fundamental Rights Agency of the Europen Unione) Il 91% degli intervistati su un campione di 93.000 persone ritiene infatti offensivo il linguaggio dei politici italiani.

Parlare di omo-transfobia oggi vuol dire ricordare che il fenomeno va ben oltre la violenza fisica, e riguarda linguaggi, comportamenti e atteggiamenti ancora estremamente radicati nel nostro tessuto sociale e nei luoghi della formazione. Anche per questo motivo, nel nostro Paese, su una popolazione lgbti di almeno 3 milioni di persone (ISTAT 2011) almeno 2,5 milioni decidono di non dichiararsi.
Una società omofoba è in poche parole una società che condanna le differenze, paragonabile ad un mondo in bianco e nero. Per questo abbiamo pensato di lanciare un messaggio semplice e conciso, “omofobia? coloriamola”, per sottolineare che un società che valorizza le differenze è un bene per tutti e tutte.

La nostra Associazione compie ogni giorno nei propri circoli un lavoro di accoglienza e accompagnamento di migliaia di persone che ancora stanno affrontando il percorso del coming out, con se stesse e con gli altri. Dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, in Italia è necessaria un’azione concreta della politica, in termini di educazione alla diversità nelle scuole e in termini di prevenzione e sessualità consapevole.
Solo in questo modo si potrà dare sostanza a interventi legislativi fondamentali come l’estensione della legge mancino ai reati di omo-transfobia, che resta una priorità della politica italiana visto il grave ritardo rispetto agli altri Paesi europei.