L’Obesità in 650 parole

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Cosa c’è di meglio di un bel pranzo in famiglia? Nella nostra società il cibo è celebrazione, è un momento di condivisione, fa parte della cultura di un paese, può essere associato ad eventi storici; in breve, il cibo è vita.

Dunque come mai al giorno d’oggi la popolazione obesa consta più di 1 miliardo di persone al mondo? È una domanda a cui è molto difficile rispondere e per la quale non c’è una risposta fissa. Cerchiamo di vedere insieme quali sono i fattori che concorrono alla comparsa dell’obesità.

  1. Cambiamento dello stile di vita: oggigiorno è molto facile trovare cibo, spesso di scarsa qualità, a poco prezzo. Nella nostra società sviluppata non serve l’attiva ricerca del cibo, ma lo si trova, molte volte anche già pronto.
  2. Maggior introito calorico: l’apporto calorico varia fra gli individui in base al fabbisogno energetico totale, ma spesso non mangiamo solo per nutrirci. Infatti è frequente mangiare in associazione a impegni lavorativi, in compagnia di amici o anche in associazione a problemi psicologici. Ciò porta ad un iperintroito calorico.
  3. Riduzione dell’attività fisica: l’iperintroito calorico non viene smaltito durante la giornata; questo è anche dovuto all’aumento della disponibilità di automobili ed altri mezzi di trasporto. D’altra parte è anche vero che le diramazioni delle grandi città hanno reso le distanze da percorrere molto più vaste e che, spesso, raggiungere la meta a piedi, è quasi impossibile.

Ma è tutto dipendente da ridotta attività fisica ed aumento del consumo di cibo?

In realtà un aspetto molto affascinante è la genetica. Infatti, sembrerebbe che i fattori ereditari correlati all’obesità sono del 45 – 75%. Alcuni studiosi hanno trovato il ‘thrifty gene’: questo gene è stato tramandato di generazione in generazione sin dall’età della pietra. All’epoca dei nostri antenati, la ricerca del cibo era attiva (caccia) e molte volte si doveva digiunare per molto tempo prima di trovarne. I portatori del thrifty gene sopravvivevano più a lungo grazie al fatto che immagazzinavano di più rispetto ai soggetti non portatori. Sembrerebbe, quindi, che quei discendenti dei nostri avi siano anche quelli più predisposti allo sviluppo dell’obesità.

Ricordiamo che la genetica, in questo caso, determina solo una predisposizione maggiore allo sviluppo dell’obesità. Con i giusti accorgimenti si può prevenire.

A parte tutto ciò di cui abbiamo discusso, bisogna ricordare che ci sono molte altre cause dell’obesità fra cui l’uso di alcuni farmaci (per esempio quelli per l’ipertensione) oppure alcune malattie che possono determinare la comparsa di obesità.

Quali sono i rischi dell’obesità e come si fa a curarli?

Premetto che sono una amante della prevenzione. Penso che sia necessario sempre prevenire e poi curare.

L’obesità è una malattia metabolica cronica che riduce l’aspettativa di vita. Infatti l’obesità si associa, prima di tutto, ad un aumento di tutte le patologie cardiovascolari fra cui l’infarto del miocardio e l’ictus (malattie molto disabilitanti e possono essere anche mortali). In più, si associa anche ad una riduzione della sensibilità del nostro organismo all’azione dell’insulina e perciò alla comparsa del diabete mellito di tipo 2, quello ‘alimentare’ – altra malattia ricca di complicanze, se non trattata correttamente.

La prevenzione di tutto ciò sta nel fare esercizi fisici regolarmente tutti i giorni almeno 30min al giorno. L’esercizio fisico non deve essere necessariamente intenso all’inizio. Basterebbe una camminata a ritmo sostenuto, senza soste, per 30 – 45 min. Molto importante è, inoltre, seguire una dieta adeguata. Questo, però, potrebbe non bastare. Alcune persone possono riacquistare il peso che hanno perso da 1 – 5 anni dopo la dieta. La cosa fondamentale è personalizzare la terapia: bisogna valutare per quale ragione iniziale è avvenuto l’aumento di peso. È qui che entra in gioco il LEE (Lavaggio Energetico Emozionale), una terapia rivoluzionaria. In tutte quelle persone che hanno attacchi di fame, che mangiano per riempire un vuoto, che mangiano per la solitudine o per la rabbia, ebbene in queste persone si può agire eliminando il problema inziale e aiutandole nel processo di guarigione da questa malattia.

Per altre informazioni sull’argomento di oggi o sul LEE, non esitate a contattare la Dott. Mary Choorikaprayil su mary.choo@anddos.com

Mary Choorikaprayil è nata e cresciuta in India, si è trasferita in Italia e ha completato i suoi studi in medicina presso l’Università “Sapienza” di Roma. E’ specializzata in Omeopatia, Medicina Funzionale, Lavaggio Energetico emozionale. Dal febbraio 2016 collabora con il settore Salute di Anddos e risponde a dubbi, curiosità e domande sulla medicina alternativa.