L’Italia ha paura del sesso? Valerio Mezzolani

Proseguono le interviste della nostra inchiesta “l’Italia ha paura del sesso”che segue agli episodi delle ultime settimane sull‘app gayfriendly del Comune di Milano e sulla mozione della Regione Lombardia. E’ la volta di  Valerio Mezzolani, Segretario di Gaynet.

 

1)- Sul caso dell’app gayfriendly promossa dal Comune di Milano, è giusto escludere i circoli ricreativi dove si fa anche sesso da un app istituzionale che si definisce “gayfriendly”?



No, il sesso non è una cosa sconveniente nè brutta se fatto nel rispetto della salute, delle persone e della decenza. Anzi, da parte dei circoli ricreativi il fatto di offrire gli spazi dovrebbe essere interpretato dalla società e dalle istituzioni come un utile servizio sociale, senza falsi e deleteri moralismi che portano sempre verso chine pericolose e meno controllate, dove le malattie e la malavita si diffondono facilmente.

 

2)- La credibilità delle rivendicazioni LGBTQI passa per una svolta “moralizzatrice” oppure certi atteggiamenti servono a poco?



La parola “moralizzatrice” rivela già nella domanda un giudizio. Una svolta, sotto moltissimi punti di vista, sarebbe necessaria, ma di certo non una svolta “moralizzatrice”, che è di per sè un ossimoro.

3)- Come spiegare l’importanza dei Circoli ricreativi in un Paese che stenta a comprendere il legame tra sessualità, affettività e sviluppo della persona e cerca in alcuni casi di censurare il protocollo OMS sull’educazione sessuale come in Lombardia?  

Ricordando sempre i dati sulla diffusione delle malattie, sul ruolo che svolgono i circoli nel loro contrasto, anche vista la carenza culturale in merito del sistema politico, educativo, sanitario

 

4)- Dopo l’esperienza delle MST, l’avvento della televisione commerciale e delle pubblicità esplicite, l’esplosione di internet e delle chat, cosa significa nel 2014 “liberazione sessuale”? Dobbiamo pensare che basti il “parlare di” o c’è ancora molto da fare? 



 

E’ tautologico dire che c’è ancora bisogno di fare moltissimo. Specie in un Paaese bigotto come il nostro, dove, per fare degli esempi, ancora parlare in pubblico di preservativo o di orgasmo femminile suscita sorrisini imbarazzati nel migliore dei casi.

5)- Quali alleati dovrebbe cercare il movimento nella sua battaglia di libertà contro l’ipocrisia e la sessuofobia nel nostro Paese?

 

La società, nella sua parte migliore.

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A Valerio Mezzolani va un sentito ringraziamento a nome dell’associazione. Riflettere ed approfondire queste tematiche, oggi, è indispensabile per contrastare l’ondata oscurantista di fronte alla quale ci troviamo e ci induce, inoltre,  ad approfondire la nostra identità di movimento che si batte non solo per i diritti civili, ma anche per un profondo mutamento culturale che promuova la libertà del corpo, delle identità e delle affettività.

 

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale ANDDOS

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