L’Australia e la “fine” dell’epidemia di aids. Come stanno davvero le cose?

South_Australia_by_MJC_via_Wikimedia (1)Di Alessandro Paesano – E’ di ieri la notizia che l’Australian Federation of Aids Organizations (Afao) ha dichiarato la “fine dell’epidemia di aids”.

L’aids è lo stato di malattia che insorge dopo il contatto con l’hiv, il virus che danneggia il sistema immunitario umano, se non ci si cura.
Grazie ai farmaci retrovirali se il contatto con l’hiv viene diagnosticato immediatamente le medidicine che abbiamo disposizione (costosissime e quindi accessibili solo nei Paesi in cui vige un sistema sanitario gratutito per tutta la popolazione) impediscono all’hiv di danneggiare il sistema immunitario fino al sopraggiungere dell’Aids.

In tutti i paesi in cui le persone sieropositive (nel cui sangue cioè è stato riscontrato il virus) hanno accesso ai farmaci, il rischio che la sieropostività si conclami in aids è basso.
Il numero di morti per Aids in Australia è di 100 persone all’anno contro i poco più di 6o0 in Italia e i 17mila desgli Stati Uniti.

L’Aids però non si trasmette è l’hiv che si trasmette e che se non curato porta all’Aids. Quindi dichiarare che l'”epidemia da aids” è finita non ha un grade valore scientifico.

Quel che si sta dicendo è che, grazie ai farmaci retrovirali, se le persone sieropositive si curano bene e se le diagnosi sono tempestive (cioè ci si fa il test spesso) di aids non si muore (quasi) più.

Per debellare l”epidemia” bisogna piuttosto impedire la trasmissione del virus, e visto che non c’è ancora una cura che eradichi il virus dall’organismo umano,  si può solo prevenire il contatto.

L’unico strumento di prevenzione è il profilattico.

Se confrontiamo la prevalenza di persone sieropositive in Australia nel 2013 (23.100) con la prevalenza italiana nello stesso anno (23.895) capiamo quanto l’epidemia da hiv sia lontana dall’essere debellata in Australia.

Quello che in Australia sanno fare bene è controllare lo stato sierologico della popolazione e dare in tempo le giuste cure.

In Italia invece circa il 30% di persone sieropositive scopre di esserlo quando insorgono i primi sintomi di aids… ecco anche perchè nel 2013 in Australia ci sono state 100 morti contro le circa 900 dell’Italia.

In Australia la popolazione fa più controlli di noi ma proprio come in Italia, la prevenzione non è così efficiente.

Ricordiamoci che la popolazione italiana (59 milioni) è più del doppio di quella australiana (23 milioni) per cui anche se in assoluto in Italia ci sono il doppio di persone sieropositive rispetto l’Australia il dato percentuale della popolazione è quasi uguale (lo 0,10% della popolazione australiana contro lo 0,09% di quella italiana…).

Allora invece di titolare che in Australia l’Aids è stato debellato forse sarebbe il caso di titolare Australia: pochi i decessi per Aids ma la diffusione dell’hiv è ancora molto alta.

 

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