Sanremo sceglie l’arcobaleno

12670043_1117677398276759_6981396237325079214_nPiù del previsto, con ogni probabilità, i grandi di Sanremo si sono schierati nella serata d’esordio dalla parte delle rivendicazioni LGBTI, dimostrando che, al di là della cronaca, andrebbero chiamate semplicemente rivendicazioni di uguaglianza. La prima serata di Rai1 si è cosi colorata con i nastri arcobaleno di Arisa, Noemi, Ruggeri e molti altri in solidarietà alla battaglia sulle unioni civili. Gli artisti hanno accolto la proposta di Antonio Andrea Pinna, che sulla pagina facebook “Le perle di Pinna” aveva lanciato l’hashtag #sanremoarcobaleno e invitando i cantanti ad indossare un richiamo arcobaleno. Una forma di comunicazione dal grande impatto visivo, specie il giorno prima dell’inizio delle votazioni in senato sugli emendamenti alla proposta Cirinnà.
Infine è arrivata anche la battuta di Elton John, che dopo una meravigliosa esibizione ha ricordato che essere diventato padre è la grande soddisfazione della sua vita.
12715216_10207124923575598_42463106751663130_nNei giorni scorsi molti conservatori, nel clero e nella politica, avevano lanciato i loro strali contro l’esibizione del cantante inglese, individuandolo come un testimone diretto della necessità dell’art. 5 della legge sulle unioni civili, la stepchild adoption. E avevano ragione, perché ricordando con semplicità e spontaneità la felicità del suo essere genitore Elton John ha mostrato davanti a milioni di spettatori che un genitore omosessuale può essere un genitore come tutti gli altri. E’ inoltre fallito ogni tentativo di boicotaggio del festival partito dalle pagine più estreme degli ambienti di destra: 11 milioni davanti alla tv e 49,5% di share sono dati vertiginosi che superano anche le ultime edizioni dello stesso festival.
Questa mattina, infine, è arrivata anche la dichiarazione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando che si è espresso con chiarezza affermando che senza la stepchild adoption “ci sarebbe una lacuna normativa difficilmente comprensibile che costringerebbe la magistratura a colmare il vuoto, salvo poi assistere alla giaculatorie di quelli che denunciano un’invasione di campo della magistratura stessa”
Il voto sugli emendamenti si apre insomma in un clima relativamente positivo: nonostante restino le incertezze legate al voto segreto gli ultimi resoconti (askanews) parlano di una potenziale quota sopra i 169 voti. Non resta che attendere.

La redazione

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