Cecenia: Anddos, vite distrutte da orrendo sistema di omertà e corruzione

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Un attivista russo fermato dalla polizia durante una manifestazione considerata “illegale” in Russia

“La situazione emersa in Cecenia appare ora dopo ora più agghiacciante – afferma in una nota il presidente di Anddos Roberto Dartenuc.  Le notizie sono purtroppo inequivocabili: siamo di fronte ad una persecuzione sistematica delle persone omosessuali e a veri e propri lager. Il nostro auspicio è che la comunità internazionale e il Governo italiano muovano quanto prima dei passi concreti affinchè le Autorità russe e cecene fermino questi crimini contro l’umanità. Non bisogna inoltre dimenticare lo stato di totale omertà e oblio in cui da sempre la popolazione lgbti cecena era costretta a vivere ancor prima di questa escalation di barbarie.

Persone, come emerge dalle testimonianze, vittime non solo di violenza omofoba, ma di corruzione, minacce alle famiglie, totale violazione della vita privata e ricatti da parte delle forze dell’ordine. Queste situazioni, purtroppo, sono l’humus silenzioso dal quale in molti Paesi si generano omicidi e violenze di massa, come spesso accade in molte nazioni del continente africano, e sono alimentate da leggi liberticide come quelle sulla “propaganda gay” di Vladimir Putin.

La situazione cecena dovrà essere un punto di partenza per la battaglia sul diritto alla visibilità in ogni regione del mondo, un obiettivo che non può mai essere imposto alle persone ma che deve essere costruito creandone le condizioni e abbattendo tutti gli ostacoli al riconoscimento della dignità delle persone lgbti”.

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