Anddos: Liberazione di Chelsea Manning passo in avanti per i diritti delle persone trans

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La grazia concessa in questi giorni di fine mandato da Obama a Chelsea Manning, l’analista dell’intelligence militare Usa condannata nel 2013 a 35 anni di carcere con l’accusa di aver passato i file segreti all’organizzazione di Julian Assange, conferma il presidente americano uscente come un grande innovatore sul terreno dei diritti delle persone LGBTI.  Chelsea Manning, infatti, aveva tentato due volte il suicidio, in quando donna trans costretta a vivere in un carcere maschile.

“Questo non è solo un grande gesto di umanità – commenta Mario  Marco Canale, presidente di Anddos – ma rappresenta anche un significativo contributo al tema di più ampio respiro quali le pratiche di inclusione delle persone transgender nelle differenti situazioni, dal tema dei bagni pubblici unisex fino a quello della detenzione”.

“Il gesto di Obama consente di leggere la questione dei diritti delle persone transgender – prosegue  il presidente di Anddos – con concretezza e buon senso. E’ giusto ribadire che i diritti delle persone LGBTI sono diritti umani universali, come il diritto alla salute, all’integrità fisica e a vivere la propria identità liberamente”.

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