AIDS: più infezioni tra persone eterosessuali, responsabile il non uso del preservativo

AIDS-HIVIn data 18 marzo 2016 è stata pubblicata sul sito del Ministero della Salute la relazione 2014 presentata al Parlamento lo scorso 23 febbraio. Alcuni di questi dati erano già stati resi noti dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) in occasione dello scorso 1 dicembre.

Tra le nazioni dell’Unione Europea, l’Italia si colloca al 12esimo posto in termini di incidenza Hiv. Le regioni con l’incidenza più alta sono state: Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Nel complesso, nel 2014 sono state segnalate 3.695 nuove diagnosi di infezione da Hiv, un numero sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti e pari a un’incidenza di 6,1 nuovi casi di Hiv positività ogni 100.000 residenti. Le persone che hanno scoperto di essere Hiv positive nel 2014 sono maschi nel 79,6% dei casi, hanno un’età mediana di 39 anni. L’incidenza più alta – prosegue il report – è stata osservata tra le persone di 25-29 anni. Dalla relazione si evince che la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni. Tra di esse il 43,2% riguarda persone eterosessuali, mentre il 40,9% i maschi che fanno sesso con maschi (MSM).

Questo dato fa emergere quanto il tema della prevenzione sia trasversale e prescinda dagli orientamenti sessuali, essendo invece legato ai comportamenti a rischio. Anddos distribuisce ogni nei propri circoli 1 milione di preservativi gratuitamente, diffondendo anche informazioni e servizi utili (vedi il portale One Question e il numero verde 800864630), Il contrasto dell’HIV e delle altre IST, come emerge anche dalla relazione del Ministero, passa per una maggiore informazione e consapevolezza sulla sessualità, un tema sul quale sarà sempre più necessario insistere, specie tra i più giovani, di sicuro maggiormente in grado di apprendere e far proprie le buone prassi. 

La redazione

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